lunedì 11 marzo 2019

Lettera di saluto, in occasione del Festival Internazionale della Robotica 2018

Messaggio del Prof. Domenico Gioffrè per il Festival Internazionale della Robotica, svolto a Pisa, dal 27 settembre al 3 ottobre 2018. 

Desidero ringraziare il Prof. Franco Mosca e la Dott.ssa Adriana Paolicchi coordinatrice dei lavori per l’invito a partecipare al Festival internazionale della Robotica. Con estremo interesse sarei intervenuto alla sessione dedicata alle nuove tecnologie in terapia del dolore. Motivi di forza maggiore mi impediscono di essere tra voi e condividere esperienze, e per quanto mi riguarda, emozioni derivanti dalle nuove opportunità che si profilano per la cura del dolore.

L’argomento come è noto è sotto i riflettori da diversi anni nel nostro paese. Tantissimi passi avanti sono stati fatti per migliorare, soprattutto sul piano farmacologico, gli interventi efficaci a ridurre il pesante fardello della sofferenza in chi quotidianamente affronta l’esperienza di malattia
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Tuttavia rimane ancora tanto da fare soprattutto nella formazione di base estesa a tutte le professioni sanitarie. Iniziative in corso da parte del MIUR lasciano intravedere buone possibilità che nelle attività didattiche curricolari entrino a pieno titolo gli insegnamenti di Terapia del dolore e delle Cure Palliative.

Insegnare il dolore non solo come sintomo ma esso stesso come malattia, e insegnare le Cure di fine vita quando occorre cedere il passo alla serenità dell’esistenza umana è il vero punto di svolta della medicina della cura, accanto a quella della guarigione. La sessione, a mio avviso, risponde positivamente al quesito se anche la tecnologia strumentale d'avanguardia, come la robotica, possa raggiungere l’obiettivo non solo di migliorare il livello qualitativo delle cure ma, in relazione alla mia personale sensibilità, anche quello ridurre il carico di dolore di tante persone malate. Mentre le tecnologie per la terapia del dolore complesso sono in un avanzato stato di progresso, il campo del dolore da procedura non è stato ancora sufficientemente esplorato. Molteplici indagini diagnostiche e terapeutiche, rappresentano in ogni setting, situazione ed età, un evento particolarmente temuto e stressante.

Il dolore si associa ad ansia e paura e non infrequentemente la sua presenza condiziona in maniera importante la qualità percepita di cura, la qualità di vita ma anche l’esito stesso degli esami. Conciliare le nuove tecnologie con la medicina è la sfida del nuovo umanesimo.

Il rapporto empatico fatto di emozioni, e sensazioni con la persona malata rimanga sempre e comunque un elemento imprescindibile della cura e della guarigione. Il contatto quotidiano con il sofferente dal quale emergono emozioni, sentimenti e passioni costituisca sempre un fattore di apprendimento, di conoscenza, di crescita umana e professionale sul campo. Buon congresso a tutti. Prof. Domenico Gioffrè Docente di “Bioetica del dolore e delle Cure di fine vita” Università degli Studi di Pisa Pisa, 26 settembre 2018

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