“IL DOLORE INUTILE DIECI ANNI DOPO”
2003-2012 – CITTADINI, ISTITUZIONI, IMPRESE,
CULTURE SCIENTIFICHE, UMANISTICHE ED ESPERIENZIALI,
ANCORA INSIEME PER DISEGNARE IL FUTURO (poster grande)Firenze, Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati Piazza del Duomo 10, Venerdì 15 giugno 2012, ore 9,30-13,30
COMUNICATO STAMPA - Targa del Presidente della Repubblica al Tribunale per i diritti del malato della regione Toscana per il decennale della lotta al “Dolore inutile” Dieci anni di impegno civico contro il “Dolore inutile”: quelli che Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato ha dedicato, a partire dal 2003. Se ne è ricordato anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha aderito all’iniziativa inviando una targa commemorativa al Tribunale per i diritti del malato della regione Toscana di cui è responsabile il dott. Domenico Gioffrè.
L’appuntamento fissato per il 15 c.m. a Firenze, presso la Presidenza della Regione, é finalizzato a stilare un bilancio di cosa è stato fatto e di quanto resta da fare per superare luoghi comuni e resistenze culturali che ancora impediscono alle persone malate di affrancarsi dal dolore. Vi prenderanno parte noti esponenti della terapia antalgica italiana, di istituzioni e di imprese che sono stati al fianco ed hanno sostenuto il Tribunale per diritti del malato in questo difficile compito
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“Il dolore non è un prezzo da pagare sempre e comunque alla malattia”, ha dichiarato il dott. Gioffrè, che, nella relazione introduttiva al Convegno, traccerà un quadro dei cambiamenti intervenuti nel corso degli anni, a partire dalla campagna nazionale “Aboliamo i dolori forzati” del 2002 e dal primo Convegno nazionale “Le vie del dolore sono infinite: curiamo i dolori inutili”, che ebbe luogo a Pisa nel 2003.Ed il lungo viaggio che ha preso le mosse da Pisa (la cui prossima tappa sarà l’11-12 ottobre 2012 a Mestre, con il sesto convegno nazionale “Il dolore evitabile”) prevede di continuare anche nelle altre regioni italiane per sensibilizzare, amministratori della sanità, istituzioni del sapere, operatori e cittadini. “E’ stato necessario che fosse approvata una legge, quella sul dolore e sulle cure palliative del 2010, affinché venisse riconosciuto a tutti i cittadini il diritto ad essere curati dal dolore e alla palliazione alla fine vita all’interno di strutture sanitarie dedicate.” – ha proseguito Gioffrè - che ricorda anche le battaglie per l’eliminazione del ricettario speciale cominciate sin dal Convegno nazionale del 2004 a Pisa.
“Venendo alla situazione attuale - continua Gioffrè - è incoraggiante l’accresciuto utilizzo degli oppioidi, come dimostrato dalla spesa complessiva in euro che negli ultimi due anni, dopo l’approvazione delle legge 38, è aumentata del 25%, anche se in valori assoluti siamo ancora il fanalino di coda rispetto agli altri paesi europei.
Nei dieci anni trascorsi, gli oppioidi totali (deboli e forti) in termini di dosi medie giornaliere sul territorio, esclusi gli ospedali, sono cresciuti nel nostro paese di 14 volte.
In Toscana, sono aumentati di 15 volte collocando la regione ai primi posti in Italia. Considerando la sola morfina, sempre negli ultimi dieci anni, in Toscana si registra un incremento delle dosi medie giornaliere del 60% rispetto al 20% della media nazionale.
Accanto ad un evidente trend positivo Gioffrè - parafrasando un aforisma di Blaise Pascal - afferma che la terapia del dolore ha le sue latitudini che la sofferenza delle persone malate non possiede. Solo il 6% degli ospedali del sud e il 26% di quelli del centro, contro il 63% degli ospedali del nord utilizzano gli analgesici oppioidi per lenire il dolore.
La grandissima parte delle Regioni, fatte pochissime eccezioni, non ha deliberato strumenti attuativi della legge 38 per quanto riguarda la costituzione delle reti di terapia del dolore e delle cure palliative.
La rete degli hospice costituisce ancora la questione non risolta. Infatti, sono solo 120 gli hospice realizzati rispetto ai 201 finanziati con la legge 39 del 1999. C’è materia per un’indagine parlamentare finalizzata a capire dove sono finiti quei finanziamenti.
La misura del dolore in cartella clinica non è ancora entrata come pratica quotidiana negli ospedali italiani, soprattutto nel meridione del nostro paese.
“Dieci anni fa - conclude Gioffrè - di dolore si parlava negli ospedali e nelle accademie, tra gli addetti ai lavori. Capimmo allora che avremmo dovuto affrontarlo da molteplici punti di vista con il coinvolgimento di altri ambiti culturali per comprenderne la sua complessità e le sue diverse interpretazioni rispetto alla soggettività di ciascuno, aspetto peculiare ed irriducibile per la valutazione individuale del dolore.”
Pisa, 14 giugno 2012

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